La Storia

Ultima modifica il Lunedì, 12 Novembre 2012 19:55
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La storia di Sarroch è sicuramente remota, ed ancora oggi alcuni aspetti di essa rimangono  a noi  misteriosi. 
Misteriosa appare anche l'origine  del  nome:

SHARAK (parola fenicia che significa grappolo d'uva).
SAROC come viene riportato in un registro pontificio del 1341 ed in una carta della Sardegna del 1577, 
SAROCH che troviamo in una cartina d'Europa del 1554.
SARROCH, il nome del nostro paese e' scritto per la prima volta secondo la forma da tutti noi conosciuta nel 1572, ma nella miriade di documentazione troviamo ancora SAN ROCO, SAN ROCHO, SAN ROCCO, SARROK.

L'ipotesi più accreditata è quella secondo la quale il nome prende origine dalla montagna che domina l'abitato, in lingua sarda la montagna può essere "SA ROCCA" ed appunto S' ARROCH che in lingua catalana antica significa LA ROCCIA  

Lettera del Podestà al Prefetto riguardante il nome del paese


Il paese di Sarroch appartenne al Giudicato di Cagliari, col nome di San Rocco, nella curatoria di Nora, quindi in quella di Capoterra. Passò ai Pisani e agli Aragonesi. Il paese andò sempre decadendo per le continue incursioni barbaresche e fu abbandonato.

Nel 1500 la famiglia Roig vendette il territorio di Sarroch ad Ausia Torrellas che lo unì al suo feudo di Capoterra.
Nel 1580 la "villa" di Sarroch viene inserita dal Fara nell'elenco dei centri disabitati.
Nella seconda metà del 600, la costruzione delle torri costiere e alcune fortunate spedizioni punitive contro i barbareschi resero meno rischioso lo stanziamento umano.
Gerolamo Tuerrellas fu l'instancabile fautore del ripopolamento della villa di Sarroch e di tutta la baronia, incoraggiando l'insediamento di una comunità di pastori provenienti dal Gerrei.


Purtroppo la peste (1652-1656) e la conseguente carestia (1680-81) misero in ginocchio la pastorizia e l'agricoltura e la rifondazione della villa ebbe luogo tra mille avversità.   Il territorio continuò a rimanere in possesso dei Tuerrellas fino all'estinzione di questa famiglia.
 
Nel 1730, i nuovi feudatari, gli Zonza Vico, favorirono la nascita del nuovo Sarroch che si sviluppò nella posizione attuale facilmente difendibile dalle incursioni.
Estinti gli Zonza Vico, il territorio passò agli Zapata. L'ultimo feudatario della Baronia fu Lorenzo Zapata: l'ampio feudo comprendeva oltre a Capoterra e a Sarroch anche Las Plassas, Barumini e Villanovafranca.
il suo riscatto venne sancito con Carta Reale del 9 maggio 1840, quando finalmente finì il feudalesimo in Sardegna.
Il governo piemontese subentrato a quello spagnolo avviò una decisa opera di ripopolamento dei paesi abbandonati (arrivando al punto di concedere perfino titoli nobiliari a chi si adoperava in tal senso), anche nella zona più pianeggiante di Sarroch, più bassa e più vicina al mare, si formarono degli insediamenti umani.
Ruderi a S. GiorgioAi primi abitanti si aggiunsero così contadini e pastori, dando vita a due rioni o bixinaus, ognuno con una propria Chiesa: il rione con la Chiesa dedicata a S. Giorgio di Suelli in alto (conosciuto in sardo con il nome di Barracas de susu) e, circa un chilometro più in basso, is Barracas de basçu, cioè il rione con la Chiesa dedicata a S. Vittoria.
Dei due rioni, quello situato più in alto, cioè San Giorgio, all'inizio il più popoloso e abitato dalle famiglie benestanti del paese, andò lentamente in declino fino ad essre quasi abbandonato agli inizi del 1900.
Oggi tutti i sarrocchesi vivono nel rione di Santa Vittoria. Il numero degli abitanti non è stato mai cospicuo.

Popolazione dal 1728
Sarroch dal Dizionario Storico Sardo "Angius/Casalis (1833-1856)
Censimento del 1858
Altre date importanti

Nel territorio vi è Villa d’ Orri di proprietà dei Villahermosa con sale ricche di ricordi di Carlo Felice e di Maria Cristina, che preferivano soggiornarvi durante la permanenza a Cagliari. Ruderi di fabbricati antichi si trovano ad Antigori.

STORIA

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