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Seconda domenica d'avvento

Siamo assetati di amore, verità, giustizia e pace. Ecco la risposta alla nostra attesa di cieli nuovi e di terra nuova. Possiamo cantare con Isaia:  «Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio –.

Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati».


“Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza” e se ci fermiamo alla nostra realtà di tutti i giorni anche noi saremmo portati a dar ragione a quegli alcuni. È la Parola di Dio che resta il nostro punto di riferimento: infatti “Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio –”.

“Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.”

 

Si possono evidenziare due esigenze. La Buona Notizia bisogna gridarla senza paura in un ambiente del mondo in cui la cattiva e falsa notizia vuol prendersi il primato: “Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!»”


L’altra esigenza è quella della conversione, del cambiamento di mentalità.

Questo significa tenere un atteggiamento orante e un comportamento irreprensibile: “Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

 Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. 
Questo significa però imparare ad assumere lo sguardo di Dio sulle cose, che forse resteranno sempre identiche a sé stesse, ma se cambia lo sguardo vengono trasfigurate e ciò che è tenebroso diventa luminoso perché “davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno”. Conversione significa ancora preparare la via al Signore, via che non è la nostra via; e via, che prima ancora e al di là del nostro impegno, il Signore stesso prepara mandando il suo messaggero. È un ulteriore motivo di speranza sapere che la nostra fatica nel raddrizzare i sentieri del Signore è accompagnata dalla Sua presenza e dalla cura amorevole di Maria.

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